GUIDA BASE ALLA CLASSIFICAZIONE DELLE PIETRE DA CONTEMPLAZIONE

GUIDA BASE ALLA CLASSIFICAZIONE DELLE PIETRE DA CONTEMPLAZIONE

PARTE PRIMA: IL SUISEKI

Il filo conduttore che collega le sei classificazioni delle pietre SUI-SEKI, BUTTAI-SEKI, SHOMENMO’YO-SEKI, CHUGOKU SEKI, CHUSHO-SEKI e SHIKISAI-SEKI, rappresentate nei diagrammi di seguito elencati, sono la capacità intrinseca delle pietre a proiettare immagini emotive sia reali che immaginarie che vengono in mente quando si osserva una pietra particolare e che è l’essenza dell’ispirazione che permette la meditazione e la retrospettiva della naturale bellezza del panorama mondiale che ci circonda. 

Questa guida si basa su quello che sono i canoni estetici e definiti dalla cultura giapponese. Con il Vostro aiuto, questo articolo sarà sempre in via di aggiornamento e sarei grato di ulteriori informazioni oggettive con lo scopo d’arricchire questo articolo “in itinere”.

Questo lavoro è frutto della raccolta di una serie d’informazioni, dai libri di testo in materia presenti nelle collezioni di tutti i suisekisti, ma soprattutto dalla raccolta di materiale informativo donatomi dal “Presidente A.I.A.S. – L. Queirolo” e da me riordinato nel corso di questi anni e che ora voglio condividere con Voi.

Nel lavoro di classificazione troverete prima il testo Giapponese, poi inglese ed infine quello in Italiano.

Dan Seki “Dolomia di Calabria”

“La bellezza oggettiva è il richiamo alla Natura che ci circonda maestra fenomenica e madre di tutte le naturalezze”.

E’ doveroso fare subito un distinguo tra Suiseki e Pietra da Contemplazione o da Vista.

Pertanto, si deduce che l’universo delle PIETRE DA CONTEMPLAZIONE, dal quale si sviluppa solo successivamente il Suiseki, siano rocce dalle forme meravigliose attorno alle quali si è sviluppata la nobile “arte delle pietre”, le quali possono suggerire figure reali come animali e persone. Alcune forme possono rappresentare spiriti immaginari, fantasmi e creature mitiche come i draghi in letteratura o nei film. Tuttavia, altre pietre hanno forme astratte. Queste rocce di forma irregolare, spesso con buchi, fessure, creste e con superfici da lisce a accidentate, attirarono per la prima volta l’attenzione degli antichi studiosi cinesi che discussero e dibattevano il significato di queste pietre. Artisti come Mi Fu, letterati come Pu Songling, poeti come Tao Qian e Su Shi.

Fu apprezzata in Cina fin dall’antichità anche da celebri imperatori come Huizong della dinastia Song e Qianlong della dinastia Qing, Conosciute in Corea come “pietre della longevità” e tra i collezionisti occidentali anche come “pietre per lo spirito”. Trasferita e sviluppata poi in Giappone dove anche grazie all’influenza del Buddhismo Zen ha potuto trovare grande spazio e diffusione evolvendosi nel SUI-SEKI.

Il SUI-SEKI è la pietra modellata dalla natura, ammirate per la bellezza, la particolarità della forma e il potere di richiamare/evocare uno scenario naturale, un oggetto associato alla natura. Sculture preziose modellate dall’acqua, dalla terra, dal vento, attraverso secoli e millenni.

Il BI-SEKI non sarà considerato come classificazione in questa guida perché a mio parere è una cosa abbastanza diversa rispetto le pietre da contemplazione, poiché hanno le proprietà di una scultura dovute alla loro eccessiva manipolazione e lucidatura.  Tuttavia, dal mio punto di vista, queste pietre sarebbero meglio classificate come pietre in stile cinese.  A tale proposito, le pietre naturali inalterate del crisantemo i cui suggerimenti sono quelli di un SUI-SEKI sono molto apprezzate e rispettate in un modo analogo alla riverenza e quindi occupano un posto molto speciale nella visione giapponese dell’arte, al contrario di quelle scolpite e lucidate.

Le pietre riconosciute e definite SUI-SEKI sono considerate in alcuni ambienti la forma principale, se non l’unica, di pietre scenografiche paesaggistiche e da osservazione, nell’usanza, tradizione ed estetica giapponese.  Ciò è particolarmente vero tra coloro che praticano la cerimonia del tè e coloro che creano esposizioni di Tokonoma formali, nelle loro case e in mostre tradizionali, nei santuari shintoisti e nei templi buddisti o in tranquilli luoghi sacri riservati alla meditazione, alla contemplazione e alla retrospettiva. 

Tuttavia, con l’affermazione di cui sopra non voglio aumentare il divario già esistente tra i sedicenti “puristi” e coloro che cercano (io tra questi) di approfondire la conoscenza dei valori e delle tradizioni delle pietre della contemplazione e tra queste del SUISEKI in modo realistico e globale dando priorità all’aspetto del SENTIMENTO EMOZIONALE per chi le osserva in primis, anziché dare priorità a luoghi di ritrovamento o a dettami geometrici.

Il termine “SUI-SEKI”, con il suo significato attuale, compare tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX. Tale termine è stato commercialmente servito all’Occidente e poi internazionalmente usato, ma il colto collezionista giapponese o il colto venditore statunitense, usano il termine MIZU-ISHI, Questo dipende dalla lettura dei due kanji; quello cinese “ON” con l’espressione SUI-SEKI e quello tradizionale giapponese “KUN” con quella MIZU-ISHI.

Le prime presentazioni giapponesi di pietre in modo simile a quelle dell’attuale suiseki corrispondono al movimento culturale Higashiyama (XV secolo), durante lo shogunato Ashikaga Yoshimasa. Nei libri giapponesi sulla cerimonia del tè e sul kazari, il termine usato è “bonsan”. Shiren usava già il termine “bonsan” con riferimento alle pietre della contemplazione all’inizio del XIV secolo).

Più tardi, Enshu (XVII secolo) usò il termine “bonseki”, mentre suiseki si riferiva più a ciò che oggi conosciamo come bonkei.

Da un punto di vista storico (Periodo Kamakura 1192-1333 e Periodo Muromachi 1392-1537) era considerato Suiseki unicamente una pietra naturale che evocava scene paesaggistiche di cui sopra. Solo nel tardo periodo EDO (1603-1867), vengono introdotte e considerate anche le pietre a forma di oggetto nei SEKI – KAZARI.

Tali inserimenti sono continuati anche nei periodi successivi (Taisho-Showa e Heise); già a partire dal 1912, periodo in cui il suiseki divenne popolare in un percorso artistico sviluppato anche da gente comune. Un esempio di tali inserimenti sono le pietre crisantemo, non lavorate o tagliate e con il fiore/i non manipolato/i o lucidato/i (Saba Crysanthemum stone). Esse iniziarono a riscuotere un grande successo tra i collezionisti giapponesi, specie dopo la II° guerra mondiale ed a seguire in tutto il mondo.

Questa guida alla classificazione del Suiseki è stata progettata per essere uno strumento educativo e si spera aiuterà ad aumentare la conoscenza di un collezionista, su cosa cercare aiutandolo nel riconoscere una buona pietra quando la vede; inoltre, tenderà a facilitare il progresso  di raggiungere una comprensione metodica dell’arte man mano che le loro collezioni crescono e maturano.  Una conoscenza pratica di un sistema di classificazione che stimolerà l’immaginazione del collezionista e che lo aiuterà a vedere ciò che cerca. 

Sono disponibili in giro diversi grafici ed elenchi di tipi e forme di classificazione, ma capita a volte che siano in contraddizione.  Un collezionista dovrebbe scegliere il sistema che funziona meglio per loro nella loro ricerca di apprezzamento della pietra, ispirazione artistica e rivelazione personale. 

La guida alla classificazione qui presentata non è una panacea ma un inizio, un tentativo di identificare le categorie e le sottocategorie più comuni di ciascuna classificazione e per quanto possibile rispettoso del linguaggio contemporaneo del Giappone.  Ritengo che qualsiasi pietra che può essere descritta in lingua giapponese possa adattarsi a questo sistema qui presentato.  Resta inteso che ci sono molti più scenari naturali, forme e modelli che possono essere identificati e definiti nella tradizione giapponese, ma anche nel Suiseki internazionale e catalogati di conseguenza in futuro in questo sistema. Un esempio fra tutti il nostro Palombino o continuando, le pietre a strisce alternate di colore suggerenti le bande di una tigre e classificate come originarie del fiume Setagawa, ma che suggeriscono anche una vista panoramica (Sui-Seki) per la loro forma, e comunque molto più apprezzate per quest’ultima.  Come anche le pietre che hanno la forma dei modelli dello Zodiaco sono molto apprezzate dai collezionisti e sono incluse in questo diagramma che ripeto non sarà mai esaustivo. 

L’obiettivo era quello di identificare e definire le scene, le forme e i modelli naturali più comunemente riconosciuti e popolari per facilitare la catalogazione delle pietre nel rispetto dell’estetica giapponese, come misura per raggiungere una comprensione comune per la maggior parte dei collezionisti che si sforzano d’assemblarle. 

Uno studio dell’arte ed un sistema di classificazione che descrive le pietre che illumineranno il cervello, purificheranno la mente e nutriranno l’anima, mentre l’apprezzamento della pietra emerge nell’intuizione. 

Nel prossimo articolo a seguire dettaglierò la classificazione delle pietre disegnate che saranno oggetto anche della prossima conferenza del Congresso AIAS del 2022. Considerando la vastità di tale categoria è doveroso separarle dal Suiseki classico e fornire uno studio parallelo ed alquanto dinamico delle pietre da contemplazione che costituiscono l’universo più grande, nel quale il Suiseki è una piccola parte.

Aldo Marchese © RIPRODUZIONE RISERVATA

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