Le pietre del fiume Serio

Le pietre del fiume Serio

La ricerca dei suiseki nei letti dei fiumi rappresenta una delle più interessanti “cacce al tesoro” da intraprendere per tutti coloro che traggono piacere dallo stare a contatto con la natura. Una piacevole giornata di sole, con lo scorrere dell’acqua come sottofondo, è un’occasione per rilassarsi e alleviare lo stress quotidiano.

Il fiume Serio nasce nelle Alpi Orobie bergamasche. Da lì prosegue per la valle montana a cui dà il nome, la Valle Seriana, dove scorre per un terzo abbondante della sua lunghezza, per poi proseguire il suo percorso nella pianura fino a sfociare nell’Adda.

Gli inverni siccitosi di questi ultimi anni hanno lasciato scoperti spazi sempre più ampi di spiagge a ghiaioni, che puntualmente attirano la mia attenzione e voglia di ricerca.

Al momento, la zona da me presa in considerazione è quella del letto medio alto, che, oltre ad essere la più vicina a dove risiedo, è caratterizzata dallo sbocco di alcuni affluenti, con conseguente presenza di una maggiore varietà di materiali.

In questo tratto, le pietre si presentano piuttosto arrotondate, con linee generalmente morbide dovute alla lavorazione dello scorrere dell’acqua. Il Serio è un fiume dalla portata storica costante, da cui consegue un importante lavoro di erosione.

Il materiale è piuttosto vario, con colori e grane molto diversi tra loro. Questa eterogeneità è dovuta alla presenza di rocce carbonatiche, metamorfiche, intrusive ed effusive, e offre un bel colpo d’occhio all’osservatore.

Quando ci si trova dinanzi ad una distesa di pietre, trovarne una con forma adatta al suiseki non è certo facile. Bisogna avere un occhio allenato, abilità che si acquisisce con molta pratica, e, soprattutto, un approfondito studio delle forme e delle loro specifiche.

Mi è capitato diverse volte di tornare a casa a mani vuote, fa parte del gioco… ci sono giornate in cui cammino per diverso tempo senza alcun risultato, altre in cui lo sperato regalo della natura si palesa appena metto il piede nel letto del fiume. Comunque, l’esperienza, la pazienza e la costanza danno sempre i propri frutti, nei suiseki come nella vita di tutti i giorni.

La mia tecnica è quella di camminare lentamente, facendo un’andata e un ritorno, ogni tanto accovacciarmi, poiché il cambio di prospettiva sullo stesso tratto può fare scorgere nuovi particolari sfuggiti ad un primo esame. Purtroppo maggior parte delle pietre prese in esame non ha tutti i requisiti che cerco, o, addirittura, presenta antiestetiche rotture. Se fosse così semplice trovare la pietra giusta, probabilmente verrebbe meno il fascino della ricerca. Ma quando trovi il pezzo giusto, allora scordi le fatiche e il tempo impiegato, tutto viene ricompensato e la soddisfazione che se ne trae è davvero appagante.

Le forme più interessanti al momento trovate sono Toyama e Doha, pietre paesaggio morbide dallo spirito zen. L’ottima patina, con caratteristiche tipiche delle pietre di fiume, conferisce al suiseki la giusta sensazione di antico.  

Probabilmente il fascino subito dagli antichi esploratori, come Cook, Amundsen… pionieri di un mondo con luoghi ancora sconosciuti, ha influito nel formare la mia passione per la ricerca dei suiseki in natura: individuare nuove potenziali zone alimenta lo spirito del piccolo esploratore che c’è in me.

Pietro Prudentino © RIPRODUZIONE RISERVATA

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