Luciana Queirolo

Luciana Queirolo

da “I Segreti dei Vicoli di Genova – Le pietre Parlanti”

Tutto è pietra e della più solida: pavimenti, scalinate, focolari, sedili: tutto.

Mark Twain

Quel giorno non avrei mai creduto di arrivare fino al punto di sentirmi attratto perfino dalle pietre delle vie di Genova, e di ripensare a quella città con affetto, come al luogo in cui avevo passato molte ore di quiete e di felicità.

Paul Valery
Caruggi di Genova

“Alzate gli occhi mentre camminate nei vicoli: ci sono pietre parlanti!
Bassorilievi, sovrapporte, edicole votive, lapidi di marmo o di ardesia, incastonati nei palazzi e spesso ingrigiti o nascosti dal tempo e dall’incuria.
Raccontano di un tempo passato, storie di devozione verso la Madonna o i Santi, o di conquiste fatte dai genovesi nei mari del Mediterraneo, o, ancora, strani simboli da decifrare frutto di superstizioni che dal Medioevo son arrivate fino a noi”.

Questo legame con le pietre della mia città l’ho scoperto da poco, ma sentivo di essere nata già Amante delle Pietre.

BIO

– Abilitata all’insegnamento di materie artistiche.      

– Prime pietre esposte: primavera 1988.

– Presidente e socia fondatrice del vecchio club “Unici di Liguria” (1991).

– Presidente dell’Associazione nazionale AIAS, di cui socia fondatrice nel 1997.

– Istruttore e Giudice IBS.

– Esperto e Giudice UBI.

– Consigliere ESA.

– Nel 1995 realizzai e produssi “La pietra Viva” in versione Video e DVD.

– Collaboro per pubblicazioni e website nazionali ed internazionali.

– Curo la pubblicazione dei Notiziari AIAS ed il Catalogo del Congresso Annuale AIAS.

Pensieri

Ma tu: quando prendi tra le mani una pietra e la guardi, cosa stai cercando in essa? Un sottile disco che rimbalzi più e più volte sul filo dell’onda? Un talismano, ricordo di terre lontane?

La pietra è un “Materiale”, originato da una trasformazione tutt’ora in atto.

Milioni di anni sono un’Infinità per noi, che stazioniamo qui per un soffio.

La Natura ha tempi e modi che noi spesso tentiamo di forzare, spesso ottenendo che disastrosamente degeneri.

La “Materia”: rocce magmatiche, effusive, metamorfiche, sedimentarie da fango e acqua: amalgamate, compresse. Rocce modellate nel tempo; materia esposta ad ogni trauma, sino alla consunzione… sabbia pronta per ricominciare un nuovo ciclo.

Milioni di anni sono passati ed altrettanti spero ne passeranno….

Noi ci siamo venuti a trovare quel giorno, in quell’istante, in quel luogo, ad incontrarci con quella pietra; la osserviamo con attenzione nel suo insieme e nei particolari che la caratterizzano… e la fantasia comincia a galoppare alla ricerca delle sue potenzialità di espressione… in fondo, di rappresentare, nel piccolo, la natura in cui viviamo o che ben conosciamo… o forse anche un nostro sogno, un credo.

Co-Autori di questo mondo naturale in miniatura, la cureremo amorevolmente, in attesa che acquisti Koshoku, con reale od apparente vetustà.

Questo è solo l’inizio del percorso che faremo con lei sulla Via del Suiseki.

Continuando a vedere una pietra solo come Materia, la tentazione di intervenirvi manualmente, modificando, correggendo, può diventare forte: come operare con la creta, come dare forma al marmo.

L’Uomo e l’Opera da lui prodotta guardano allo stesso orologio: la Creta soddisfa la di lui superbia, in un ciclo temporale sopportabilmente breve, consentendogli di “creare” dalla polvere.

Il vero Artista, al sommo della propria ispirazione, potrà anche inocularvi un’anima, riflesso di sé stesso e la sua bravura.

LA PIETRA CHE SA VOLARE 

Questa pietra ha senz’altro avuto una “Storia” interessante, nel suo formarsi e negli anni con cui è stata con me, ha lasciato il suo piccolo segno in molti; posso però dire che lei ha un posto importante nella mia vita e non per questo. 

Spero di farmi comprendere… lei si identifica col mio “sentire” il Suiseki: essa fa parte di me.  

Questa forma è pietra, ma non è “di pietra”: è Movimento, Fierezza, Energia, Naturalezza.

Quello che chiediamo ad un Suiseki è ispirarci un sentimento, uno stato d’animo; ampliando gli orizzonti della fantasia, spingendoci ad “immaginare”.

Osservare e riconoscere in una pietra la Natura, amata ma così spesso dimenticata, apre la finestra della mente come un alito di vento: fai un profondo respiro e… puoi volare.

IL VOLO. CON ME DAL 2005

“Apprendere, Insegnare il Suiseki”

Accettare ed assimilare con deferenza quanto l’Esperto afferma non fa di noi buoni divulgatori, se non impariamo ad esplorare il linguaggio della pietra ed i suoi messaggi.

Amo condividere le emozioni che provo e sono tesa a captare le emozioni degli altri.

Le Regole sono il sunto di passate ed autorevoli esperienze.

Ci accompagnano e ci guidano lungo il nostro percorso personale; vanno accettate come conclusione di un ragionamento logico: non assunte come una medicina di cui ignoriamo gli ingredienti o come “Verbo” espresso in una lingua a noi sconosciuta.

Un “Suiseki” od una “Viewing Stone” fa vibrare le corde del sentimento; sa esprimere un’emozione che ogni osservatore dovrebbe riconoscere, trasportandolo in uno stato di grazia: seppur di pietra, immagine reale di uno scorcio di natura che fa rivivere un ricordo, l’atmosfera di una Stagione, un Credo… l’immensamente grande, sta racchiuso tra le tue mani: anche scavando in un pugno di terra, puoi trovare un piccolo mondo.


Socio AIAS dal: 1997
Carica: Presidente
e-mail: pietredarte@libero.it


Luciana Queirolo © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Carlo Scafuri 0 commenti

Carlo Scafuri

1 Comment

  1. Ho riletto queste parole, e mi sono subito sentito bene. Mi hanno ricondotto indietro nel 1975, quando iniziai a occuparmi delle pietre e suiseki, iniziando a diffonderle in Italia, con la prima mostra nel 1986 ad Arco, in occasione del club nascente Arcobonsai.

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