ROKKON SHOJO – Fuenlabrada Madrid 20/22 Marzo 2026
Testo e foto di Aldo Marchese
PREMESSA: Rokkon shojo significa effettivamente purificazione delle sei radici della percezione.
L’uso però che è più noto alle persone è durante l’arrampicata in montagna, un’espressione comune spesso ripetuta mentre si scala una montagna, specialmente il Monte Fuji. ‘Rokkon’ (六根) significa ‘sei sensi’ (cioè vedere, sentire, odorare, assaggiare, toccare e conoscere). Shojo’ (清浄) significa ‘purificazione’. Quindi, la frase si riferisce a purificare il tuo cuore da tutte le cose cattive (desiderio, rabbia, paura, depressione, ecc.) che provengono da ciò che assumiamo attraverso i sei sensi.

Presso il Centro d’Arte Tomàs y Valiente (CEART), si è tenuto un meeting nel quale l’arte è riuscita a purificare i sei sensi di cui sopra.
Organizzato da Ana Marìa Campos e Juan José Bueno, l’esposizione ha raggiunto il suo scopo, quello di purificare l’animo dei partecipanti e degli spettatori, che hanno potuto godere dei benefici delle diverse arti Zen coinvolte (Bonsai, Suiseki, Shodò, Tsunami Zaiku, Chadò, Ikebana, Sumi-e, Concerto di Koto e di Taiko).
L’inaugurazione del Venerdì ha visto la prima conferenza di Marìa Dolores Serrano, aprire le porte all’animo umano con una conferenza sulla “Meditazione e Relazioni”.
Poi sabato un ritmo serrato di dimostrazioni e concerti:
- di Ikebana della sensei Eiko Kishi; Mi ha emozionato l’uso dell’asimmetria nella disposizione di fiori, oltre la semplicità e l’assenza del superfluo;

- di suiseki a cura di Aldo Marchese, di Juan José Bueno e di Rafael Monje. Ho assistito alla conferenza di questi due grandi suisekisti e la loro passione è stata travolgente, oltre ammirare le loro opere esposte.


- Cerimonia del Tè (Chado) a cura di Mar Fernàdez, Ana Maria Campos e Eiko Kishi sensei;

- Concerto di Koto di Yoshie Sakai- Eva Sakai, e Hiro Onone; nelle loro rappresentazioni, la prima era dedicata al Sakura, rispettando la stagione, la seconda al “MA” (spazio/tempo per metabolizzare le emozioni nelle note, la terza al “Mono no Aware” per delineare le emozioni attraverso le note, ed infine il Wabi – Sabi come musica di austera malinconia.

- CONCERTO DI Taiko della scuola Koete di Sayako Antona. L’anima vibrava a ritmo dei tamburi e l’energia era travolgente oltre che ritmata.

La domenica è stata la volta delle dimostrazioni di Sumi-e di Susana Llorente; di Tsunami Zaikudi Mayumi Kawamoto e di Shodo con Madoka Kubota. Ognuno con le proprie caratteristiche artistiche hanno impreziosito per un intero weekend, appassionando un pubblico spagnolo molto attento e soprattutto competente.
A fare da punto d’unione tra tutto e tutti e per presentare queste arti, un cultore dello Zen, Marcial Yuste Blasco. A seguire qualche foto.



















Ringrazio tutti gli amici e le amiche spagnole che mi hanno fatto sentire parte integrante ed attiva dell’evento.
Aldo Marchese
AIAS Staff – Francesco Lo Piccolo
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