AIAS 2018 | Il Congresso

AIAS 2018 | Il Congresso

XXI Congresso Nazionale AIAS | 19-21 Ottobre 2018
Tepidarium Roster | Firenze

Dopo l’evento di Gennaio “Natura d’inverno a Firenze” i suiseki dei Soci dell’A.I.A.S. tornano nel Tepidarium Roster di Firenze,  che sembra essere, tra leggiadria e rigore, luce ed impalpabile leggerezza, il luogo in cui la forza materica delle pietre si stempera nel sogno.

Tepidarium roster

Organizzata dall’Associazione Toscana Amatori Bonsai e Suiseki, con il patrocinio della Direzione Ambiente del Comune di Firenze, l’evento persegue la volontà di promuovere e di far conoscere, in una città d’arte ma soprattutto città ‘opera d’arte’, anche quelle espressioni artistiche che nascono in seno alle culture orientali, come il bonsai ed il suiseki,  strettamente legate al mondo della Natura. “Dopo il grande successo della prima edizione Firenze accoglie di nuovo questa mostra particolare in una cornice appropriatissima – ha sottolineato l’Assessore all’Ambiente Alessia Bettini – che servirà a promuovere una tradizione poco conosciuta ma anche il contesto del Giardino dell’Orticoltura”.

IL TEPIDARIUM ROSTER

I 650 metri quadrati di superficie di questo “palazzo di cristallo” (così lo definì un giornalista della “Nazione”, nel 1880), destinato tecnicamente alla funzione di serra riscaldata con stufe, fin dall’inizio furono pensati soprattutto per realizzarvi iniziative espositive, come mostre ed eventi nazionali e internazionali, la prima già nel 1887.

Dopo la grande mostra internazionale di floricoltura per le celebrazioni promosse dal comune di Firenze nell’ambito del cinquantenario dell’Unità d’Italia, nel 1911, iniziò un lento declino delle attività della Società toscana d’orticoltura e quando nel 1930 il giardino venne acquistato dal comune che lo destinò a giardino pubblico, il grande Tepidario del Roster denunciava un grave stato di abbandono.

Solo negli ultimi anni un lungo ma attento restauro ha permesso di riaprire al pubblico questo splendido edificio ottocentesco, riaperto nel 2013 e da allora sede di mostre ed eventi particolari.

E’ la seconda volta che mi trovo ad esporre i suiseki nel Tepidarium ed in entrambe le occasioni mi sono sentita partecipe di qualcosa fuori dal comune, di difficile spiegazione. La struttura è serrata e rigida, pur mantiene una impalpabile leggerezza e comunica una atmosfera da fiaba.

Il Tepidarium nasce come  serra,  protetta  ai  rigori  degli  inverni  e  chiusa a sguardi indiscreti,  un  rifugio dell’anima fra il verde delle piante ed i colori dei fiori.  E se una volta le serre erano in muratura, con una sola vetrata frontale per l’ingresso della luce, con l’avvento di nuove tecnologie e materiali si sono trasformate nell’immagine  moderna  della serra,  facilmente riconducibile ad una struttura leggera in ferro e vetro, un’immagine  di  levità  costruttiva  e  di conseguenza di  pensiero. 

Un  luogo  chiuso  ma  aperto  nello  stesso  tempo, che tende a ricreare tiepidi climi  ed atmosfere da sogno, luminoso perchè le piante hanno bisogno di luce, dove il cielo stesso sembra entrare e diventare protagonista. 

E se a Gennaio forse le migliori suggestioni sono state offerte dai giochi di luce nel buio della notte invernale, il clima che Firenze ci ha donato in questo Ottobre era assolato e luminoso, incrementando la sensazione di essere appesi nel cielo azzurro e terso.

Gli eleganti ed ampi spazi espositivi messi a disposizione dal club organizzatore ATABS hanno contribuito a dare leggerezza a qualcosa che leggero non è, per natura: la pietra nella sua consistenza materiale a cui però si sposa l’inconsistenza dell’immaginario che essa suscita negli amanti di quest’arte.

Tutti sanno che il godimento del suiseki vede la sua migliore cornice nello spazio vuoto del tokonoma giapponese, sapientemente allestito al fine di incrementare il fascino del suiseki senza soverchiarlo, piuttosto suggerendo in modo sottile e discreto il godimento della bellezza del mondo della Natura. E’ molto difficile poter raggiungere questo risultato in una mostra pubblica, a causa dei molti problemi di ordine pratico che si incontrano. 

A parer mio, però, il Tepidarium Roster ha per prima cosa centrato questo obiettivo: offrire uno spazio chiuso e nel contempo aperto… alla luce, al pensiero, all’immaginazione.

Per molti versi, si è trattato di un Congresso sui generis, con molte novità organizzative: per la prima volta abbiamo avuto una giornata in più, utilizzata per fotografare i suiseki in un apposito set fotografico, al fine di migliorare la qualità del Catalogo e di queste pagine, grazie all’impegno del socio Paco Donato, che ha fotografato le pietre prima e gli spazi espositivi poi, occupandosi anche della lunga fase post-produzione.

Inoltre, per espressa volontà dei Soci sono stati diminuiti i premi, operazione che avrebbe potuto causare un calo delle presenze. In realtà, la risposta è stata positiva: le 80 pietre esposte dai membri dell’Associazione dimostrano una cresciuta maturità dei Soci tutti, anche se non sono mancati democratiche richieste di ripristino del precedente sistema di premiazione, espresse durante l’Assemblea dei Soci, nel corso della quale, però, ancora una volta la maggioranza ha votato per mantenere la politica di diminuzione dei premi.

Quindi, il giudice Thomas Elias ha assegnato il Trofeo A.I.A.S. alla pietra Best in Show, un primo premio per categoria e tre Menzioni di Merito, con una diminuzione di 7 premi. Poco? E’ un primo passo, unico forse in Italia.

Nella foto, i nostri ospiti d’onore Dr. Thomas Elias con la moglie Hiromi Nakaoj. Mr. Elias è stato giudice unico anche nel 2015 e nel 2016 e segue con affetto l’Associazione, di cui è socio onorario.

Le sue pagine sul sito VSANA (Viewing Stone Association of North America) spesso ospitano immagini  di pietre italiane e soprattutto articoli specifici sulle peculiarità delle pietre e dei collezionisti italiani, che stanno portando in mostra pietre geologicamente diverse dal più conosciuto palombino. 

Egli continua nella sua opera di promulgare l’arte dell’apprezzamento delle pietre, siano esse cinesi, giapponesi o americane, ed attualmente è impegnato nel progetto di promuovere un approccio contemporaneo alla esposizione delle pietre, innovativo e meno legato alle tradizioni orientali, che sfocerà in una nuova pubblicazione in merito. Molte delle pietre esposte nel nostro Congresso sono quindi state particolarmente apprezzate dal giudice proprio in questa ottica.

Qualche numero: 80 le pietre esposte da 56 Soci, di cui 34 Pietre Paesaggio, 21 Pietre Oggetto, 6 Espositori Multipli, 12 Pietre da Ammirare e 7 Pietre Biseki/Pietre Disegnate. Gli spazi espositivi erano di diverse misure e sono stati preventivamente assegnati in funzione di alcuni parametri: presenza e misure del kakejiku, dimensioni della pietra e di conseguenza del tavolo, tipologia di esposizione.

Delle 80 pietre presentate, 3 erano fuori concorso : abbiamo avuto modo di vedere una pietra Kamuikotan dell’isola di Hokkaido, in Giappone,  esposta dal giudice Thomas Elias, di piccole dimensioni ma estremamente espressiva, un multiplo del socio Santo Buratto, che ha voluto omaggiare la signora Hiromi,  ed una pietra paesaggio esposta da Carlo Laghi, dalla lunga storia, per ricordare il nostro amico Felix Rivera.

Queste sono le tre pietre fuori concorso :

A partire dal 2005, Felix Rivera accettò di valutare esteticamente alcuni suiseki, considerazioni che vennero poi pubblicate nei Notiziari AIAS. 
Sul  numero 13 Primavera del 2006, fu pubblicata  la valutazione di Felix di un suiseki di  Carlo Laghi, esposto nel 2005 al Congresso di Castelfranco, dove arrivò secondo tra le Pietre Paesaggio. Felix ne valutò la forma, la tessitura, il colore, l’armonia/l’equilibrio, il daiza e suggerì anche una interpretazione diversa : “.. come isola, la vedo bagnata da cascate e battuta da onde rabbiose”.

E quest’anno, per ricordare il grande esperto scomparso nel 2014, Carlo Laghi ha esposto fuori concorso quel suiseki proprio come un’isola, accanto alla valutazione che ne fece Felix: un altro modo per averlo ancora con noi.

Durante il commento di Thomas Elias sulle pietre esposte, il giudice ha aggiunto che è molto importante avere avuto la recensione ufficiale di un esperto, è un documento che ne aumenta il valore.

“La tessitura di questo suiseki è esteticamente complessa, con le interrelazioni tra il materiale grigio e le inclusioni di quarzo, che procurano una festa visiva. Mi piace la rete di canali conducente ad un suiseki molto dinamico. Questo minerale sembra essere piuttosto lucente. Noi dobbiamo essere molto attenti a non applicare sostanze artificiali a questa od a qualsiasi altra pietra per farla apparire anche più lucente. Questa artificiosità lascia una patina che fa sì che la pietra sembri come di plastica.”

uno stralcio

I tre giorni di Congresso sono stati ufficialmente aperti venerdì pomeriggio dalla cerimonia di inaugurazione, a cui hanno presenziato l’Assessore all’Ambiente Dott.ssa Alessia Bettini ed il presidente della Commissione Ambiente Dott. Fabrizio Ricci, che insieme a Simona Hirschpresidente del club organizzatore ATABS, a Luciana Queirolo, presidente A.I.A.S. ed all’ospite d’onore Thomas Elias hanno effettuato il classico taglio del nastro. 

Sabato mattina il programma del convegno è stato aperto da Silvia Orsi, autrice del libro “Piante spontanee – Shitakusa e Kusamono”, che come esperta botanica da anni ci accompagna nell’analisi degli abbinamenti pietra ed essenza più riusciti.

I nostri incontri sono sempre un dare e avere, che arricchisce noi che la ascoltiamo e lei che racconta le emozioni provate davanti alle nostre pietre, percepite anche attraverso l’utilizzo degli elementi di accompagnamento scelti dall’espositore. 

L’argomento del suo incontro era infatti “Suiseki, Shitakusa, Tenpai: Tre Arti Fini Giapponesi si incontrano” : Silvia ha commentato molte delle esposizioni presenti ed ha notato in modo positivo un aumento dell’utilizzo dei tenpai in bronzo, a detrimento delle sue amate shitakusa, sottolineando che a parer suo  “il tenpai sembra avere un potere suggestivo maggiore, rispetto alle piantine.”  

Nel pomeriggio del sabato, l’atteso incontro con il socio Edoardo Rossi, per una conferenza già dal titolo ricco di anticipazioni: ”L’Esposizione del Suiseki tra Forma, Disciplina e Indulgenza del Sentimento“. 

Pur avendo a disposizione  una zona attrezzata all’interno del Tepidarium, Edoardo per il gran caldo nella serra ha deciso di tenere il suo incontro all’aperto, in modo informale e rilassato.

Autore del libro “Kazari, l’arte di esporre bonsai e suiseki”, Edoardo ha iniziato con una domanda rivolta all’auditorio  : “Perchè esponiamo un suiseki ?  Per un incontro tra amici? Per un confronto? Per una competizione? Per noi  stessi ? Qualunque sia la spinta, forma, disciplina e sentimento molte volte coesistono.”

Edoardo ha toccato molti argomenti a lui cari, utilizzando anche la musica per portare i presenti a riflettere su alcuni temi molto dibattuti, come l’opportunità di dare un nome poetico ad un suiseki.

Nella mia cronaca, siamo arrivati alla cena di gala di sabato sera, durante la quale si sono svolte le premiazioni e la divertente lotteria, in cui i Soci mettono a disposizione dei più fortunati qualche oggetto dalle loro collezioni. Oltre al prestigioso Trofeo ed ai premi A.I.A.S. di categoria, sono stati assegnati il premio  I.B.S., la targa Patrocinio U.B.I. e il B.C.I. Excellence Award for Suiseki, a giudizio rispettivamente  dell’istruttore I.B.S. Marco Petruzzelli, del delegato U.B.I. rappresentante per ESA e EBA Igor Carino e dell’Ambasciatore B.C.I. per l’ E.S.A. Vito Di Venere

Ecco qualche foto dei premiati, sicuramente soddisfatti. Poichè non tutti erano presenti, per alcuni di loro non abbiamo potuto cogliere il momento della consegna del premio.

Con questa foto di gruppo voglio infine ringraziare tutto il club A.T.A.B.S., per il prezioso supporto dato nell’organizzazione di questo Congresso. La location, i rapporti a volte complicati con la burocrazia del comune di Firenze, gli arredi, i problemi logistici, il supporto continuo prima, durante e dopo sono stati merito del lavoro prezioso e a volte oscuro di tutti i membri del club.

Grazie al suo presidente Simona Hirsch, grazie a Valerio  Giannini per le mappe, grazie ad Andrea Terinazzi per la targa  ricordo in bronzo, opera unica creata e donata a Thomas Elias, grazie a Sergio Bassi.
Senza le vostre pietre sarebbe stato solo un bel guscio vuoto…” ha minimizzato il presidente Simona Hirsch, alla quale ribatto “Senza un guscio, qualsiasi contenuto rimane potenziale“, perchè la forma non è un accessorio, ma la condizione necessaria perché il contenuto si manifesti a noi.

Il club è atteso ad un altro importante impegno : l’organizzazione del prossimo Congresso U.B.I., a Marzo, presso la Limonaia di Villa Strozzi. Anche la visita del presidente U.B.I. Fabio Mantovani, indica, a parer mio, una accresciuta sinergia tra le realtà associative nazionali e le attività dei club locali, senza i quali nulla si potrebbe realizzare. Ed in questo senso, il club ATABS si sta imponendo come uno dei più attivi in Italia.

La domenica è stata interamente dedicata agli interventi didattici del giudice Thomas Elias: la mattina abbiamo assistito alla sua conferenza “Apprezzamento Cinese della Pietra, Contributi dai tempi Antichi ai Moderni”, mentre il pomeriggio è stato interamente dedicato al commento delle pietre in mostra, iniziando da quelle premiate e continuando con quelle dei presenti che ne facevano richiesta.

E’ infatti molto istruttivo comprendere il punto di vista del giudice di fronte ad una pietra premiata, ma lo è altrettanto comprendere dove una pietra può essere forse migliorata, nella esposizione, nella interpretazione o nel daiza. 

Dell’Assemblea dei Soci ho già detto: è stata ancora una volta ribadita la volontà della maggioranza di mantenere la diminuzione dei premi richiesta e votata lo scorso anno, anche se alcuni Soci preferirebbero più premi  come stimolo per partecipare e migliorarsi. Luciana Queirolo ha inoltre comunicato l’invito ricevuto da Gabriele Sbaraini per Arco 2019, dove una intera sala sarà messa a disposizione per le pietre dei soci A.I.A.S.

Vi saluto con le parole, molto gradite, del socio Laura Segna : “Dalla bella Firenze, dove le pietre scolpite dai sommi maestri esaltano il paesaggio e le gallerie d’arte, noi esponiamo su tavoli normali naturali pietre che per noi sono gioielli e dalle quali riceviamo tanta serenità e messaggi per lunghi percorsi di fantasia.”: un augurio e nel contempo una bellissima sintesi di questa nostra esperienza.

Concludo come sempre con un doveroso inchino… il classico riconoscimento alla pietra vincitrice del Trofeo A.I.A.S. 2018, che è stato assegnato ad una pietra paesaggio di origine italiana, presentata dal socio Attilio Valdifiori.

Daniela Schifano © RIPRODUZIONE RISERVATA

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