Kokoro-no Bonsai Ten 4.0

Kokoro-no Bonsai Ten 4.0

Dopo l’esposizione “Suiseki. Lo spirito della montagna”, la Città della Scienza di Napoli ospita di nuovo le arti fini giapponesi, declinate in modo originale e creativo. 

Nasce così la quarta edizione della “Kokoro-no Bonsai Tenesposizione dell’anima, della mente e del cuore”, organizzata dal Napoli Bonsai Club, che ha utilizzato i grandi spazi a disposizione senza vincoli canonici e di genere, i bonsai e suiseki alternandosi liberi da nicchie a volte costrittive, godibili a 180 gradi, creando accostamenti originali dove luce e controluce hanno offerto spunti fotografici di notevole interesse.

In un luogo deputato all’educazione scientifica, la mostra non ha disatteso il fine didattico che si propone il polo museale della Città della Scienza: le esposizioni di bonsai, suiseki, shitakusa, kokedama e calligrafie erano accompagnate da schede che ne spiegavano i concetti di base, e sono state affiancate da conferenze, laboratori, incontri e mostre fotografiche.

La Città della Scienza, infatti, non è un museo in senso stretto, quanto un luogo in cui attraverso esperienze interattive si scoprono e ci si avvicina anche ai concetti più difficili o distanti.

Apprendere divertendosi diventando parte attiva  capovolge gli schemi classici di una mostra di bonsai e a parer mio le scelte espositive hanno raggiunto l’obiettivo di ‘avvicinare’ un pubblico eterogeneo che altrimenti potrebbe essere limitato nel coinvolgimento in un mondo di  non immediata comprensione come quello che alimenta le arti giapponesi. 

La mostra si svolgeva al quarto piano del complesso, coinvolgendo tre ampi saloni adiacenti che si affacciavano da una parte sul mare e dall’altra sull’entroterra di Bagnoli, con enormi vetrate che facevano ‘entrare’  la Natura lì dove si celebrava la Natura.

Le foto che seguono spero possano descrivere meglio di tante parole le mie sensazioni: da una parte il mare con l’isolotto di Nisida, dall’altra l’area industriale di Bagnoli, con gli scheletri degli impianti siderurgici mai bonificati.

La mancanza di barriere e sfondi ed i forti contrasti di luce hanno fornito nuove commistioni e spunti fotografici.

La mostra ha avuto il patrocinio della NBSKE (Nippon Bonsai Sakka Kyookai Europe) e dell’AIAS (Associazione Italiana Amatori Suiseki), i cui rappresentanti hanno tenuto incontri didattici: Edoardo Rossi sul tema “Bunjin. L’armonia del vuoto nella bellezza noncurante” e “Kazari, esporre e raccontare”, Daniela Schifano sull’argomento “La poesia nel suiseki”.

Fianco a fianco in questa esperienza il club organizzatore ha voluto quelle associazioni, club ed amici che nel corso degli anni, ad iniziare dalla prima mostra ‘del cuore’, hanno coadiuvato e supportato la crescita dell’Associazione.

Uno di questi, Gianni Picella, padre fondatore del bonsaismo italiano e promotore da anni della campagna “Io difendo l’ulivo” era presente con il suo premio speciale, che ha lo scopo di sensibilizzare i bonsaisti nei confronti di questa essenza così importante, preziosa risorsa per la nostra nazione.

La mostra fotografica “Le forme della vita. Ulivi” realizzata dal fotografo Pino Codospoti e dedicata proprio agli ulivi in natura, ne ha sottolineato la bellezza cogliendone la chioma argentata tra l’oro del grano maturo o le somiglianze grottesche dei tronchi centenari. 

L’arte calligrafica giapponese, lo Shodo, è stata protagonista sulle pareti ma anche in una dimostrazione di Francesco Morra, che in pochi, sentiti tratti ha scritto Kokoro.

Impugnando il pennello, appoggiare la mano sinistra sul foglio, mentre la destra si alza inspirare profondamente; espirando lentamente, abbassare il pennello, come se cadesse la brina silenziosamente, toccata la carta con la punta del pennello, subito dopo per far lavorare la parte interna delle setole, girarle in senso contrario (tale movimento si chiama zobo), quindi alla pressione della punta aggiungere con decisione quella di tutto il pennello. Mentre si espira , fare in modo di guidare il pennello tenendolo leggermente. Quando si tracciono le linee , gradualmente la linea ed il braccio devono diventare un movimento solo mentre il movimento del pennello procede, la composizione di respiro,  mente e cuore divengono una cosa sola.

Kakichi Kadovaki

La presenza di un altro amico, Andrea Terinazzi, ha portato in mostra l’arte vegetale e bronzea : shitakusa e tenpai creati con maestria ed esperienza, sono i complementi perfetti per bonsai e suiseki da molti anni. 

Al Napoli Bonsai Club va il ringraziamento di tutti i partecipanti : al presidente Carlo Scafuri, al presidente onorario Antonio Acampora ed ai tanti soci del club, amici che hanno contribuito alla riuscita di questa composizione di respiro,  mente e cuore.

Daniela Schifano © RIPRODUZIONE RISERVATA

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