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	<title>unesco Archivi - AIAS</title>
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	<description>ASSOCIAZIONE ITALIANA AMATORI SUISEKI</description>
	<lastBuildDate>Mon, 21 Dec 2020 17:33:41 +0000</lastBuildDate>
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	<title>unesco Archivi - AIAS</title>
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		<title>Raccolta firme per fare del Bonsai/Suiseki &#8220;patrimonio culturale intangibile UNESCO&#8221;</title>
		<link>https://www.aias-suiseki.eu/2020/12/20/raccolta-firme-per-fare-del-bonsai-suiseki-patrimonio-culturale-intangibile-unesco/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciana Queirolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Dec 2020 18:27:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[patrimonio culturale intangibile]]></category>
		<category><![CDATA[suiseki]]></category>
		<category><![CDATA[unesco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A seguito dell’articolo pubblicato sul Notiziario ESA N°4/2020, il caro socio AIAS Vito Di Venere, Vice Presidente ESA, responsabile del...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aias-suiseki.eu/2020/12/20/raccolta-firme-per-fare-del-bonsai-suiseki-patrimonio-culturale-intangibile-unesco/">Raccolta firme per fare del Bonsai/Suiseki &#8220;patrimonio culturale intangibile UNESCO&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.aias-suiseki.eu">AIAS</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-justify">A seguito dell’articolo pubblicato sul <strong>Notiziario ESA N°4/2020</strong>, il caro socio <strong>AIAS Vito Di Venere, Vice Presidente ESA,</strong> responsabile del collegamento tra l’Associazione ESA ed i soci italiani, traduttore ufficiale per la versione italiana del Notiziari ESA,condivide con noi una importante iniziativa alla quale prego tutti voi, come soci AIAS, di aderire:&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>&#8220;<em>Raccolta adesioni al Progetto giapponese per il riconoscimento culture Arti del Bonsai e del Suiseki nel Patrimonio Culturale Intangibile dell&#8217;UNESCO” a cura di Takashi (Tom) Nishiyama, socio AIAS e Direttore Esecutivo della Società per la Conservazione Culturale del Bonsai e del Suiseki.</em></p></blockquote>



<p class="has-text-align-justify">Vi prego di leggere attentamente il comunicato e di sottoscrivere la propria adesione all’iniziativa inviando alla <strong>Segreteria AIAS</strong> il consenso di fornire al Comitato Organizzatore il vostro nome, cognome, indirizzo email. L’AIAS invierà a sua volta al riferimento dell’Organizzazione i moduli contenenti i vostri nominativi. “L’unione fa la forza”, è un detto più che mai appropriato e saggio.</p>



<p>Come scrive lo stesso <strong>Presidente ESA, Igor Barta:</strong> </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>“Sono stato assicurato a che tutti i dati personali previsti nel modulo saranno soltanto usati per sostenere questo progetto”.&nbsp;</em></p></blockquote>



<p class="has-text-align-justify">Igor Barta fa inoltre riferimento, per ulteriori informazioni, al socio ESA, nostro socio AIAS, <strong>Sami Amdouni</strong> (e-mail: <a href="mailto:unescopj.tn@gmail.com">unescopj.tn@gmail.com</a>), anche attraverso Messenger di Facebook: <a href="https://www.facebook.com/sami.amdouni.167">Sami Amdouni</a>.</p>



<p>Grazie&nbsp;<br>Luciana Queirolo</p>



<p class="has-text-align-justify">Ps: per chi avesse occasione od intenzione di aderire su liste di altre Associazioni o Club italiani, pregherei di specificare assieme ai suoi dati, a quali Club o Associazioni è iscritto. Grazie nuovamente.</p>



<hr class="wp-block-separator is-style-wide"/>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>LASCIATECI PROTEGGERE LA CULTURA&nbsp; DEL SUISEKI E DEL BONSAI</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>(Collaborate&nbsp; nella raccolta delle firme)</em></strong></h3>



<p class="has-text-align-justify">Saluto dal Giappone&nbsp;ai colleghi Europei&nbsp;che amano i Suiseki. Il mio nome è Takashi (Tom) Nishiyama,&nbsp; anziano uomo di 78 anni, che vive&nbsp; nella Prefettura di Aichi.&nbsp; E’ da oltre&nbsp; 50 anni&nbsp; da quando iniziai a praticare l’hobby del Suiseki.</p>



<p class="has-text-align-justify">Nel 2020, la diffusione&nbsp; del Corona virus&nbsp; ha avuto un grande impatto per le nostre attività culturali.&nbsp;Sperando&nbsp; in una rapida fine&nbsp; di questa “crisi”.</p>



<p class="has-text-align-justify">Sono molto felice&nbsp; di essere stato in grado&nbsp; di contattare&nbsp; i colleghi in Europa per&nbsp; la registrazione delle attività culturali del Suiseki/Bonsai&nbsp;nel Patrimonio&nbsp;Culturale Intangibile&nbsp; dell’UNESCO, che proposi&nbsp;sette anni or sono.</p>



<p class="has-text-align-justify">Il nostro&nbsp; hobby&nbsp; del Suiseki/Bonsai&nbsp; sono relativamente popolari&nbsp; tra gli anziani. La generazione più giovane&nbsp; non mostra&nbsp; molto interesse. Finché&nbsp; si tratta&nbsp; di un hobby personale, non vi è nulla da poter dire&nbsp; per esso. Ma&nbsp; dal punto di vista&nbsp; di proteggere&nbsp; la cultura, dobbiamo ammettere che&nbsp; proprio ora siamo&nbsp; in una&nbsp; “crisi”.</p>



<p class="has-text-align-justify">L’hobby&nbsp; sta scomparendo&nbsp; in una generazione, ma la cultura deve essere eterna. Nella società invecchiata , è difficile&nbsp; trovare i successori &nbsp; che&nbsp; ereditano &nbsp; la cultura&nbsp; del Suiseki/Bonsai . Questa è la motivazione&nbsp; che avviò&nbsp; il Progetto.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-justify">La registrazione all’UNESCO è un onore ed una attraente  meta,&nbsp; ma quello non è &nbsp; l’obiettivo finale.&nbsp; Ciò è&nbsp; per proteggere la cultura.&nbsp; La&nbsp; responsabilità&nbsp; di farlo&nbsp; è nostra. E&nbsp; la sottoscrizione&nbsp; delle attività&nbsp; non&nbsp; indica&nbsp; la grandezza&nbsp; della forza, bensì coloro che &nbsp; approfondiscono&nbsp; ampiamente&nbsp; la comprensione della società.</p>



<p class="has-text-align-justify">Stiamo puntando a superare&nbsp; le 100.000&nbsp; firme. ( 32.546 firme raccolte a Nov. 2020)</p>



<p class="has-text-align-justify">Grazie per il vostro eccezionale&nbsp; appoggio.</p>



<p><strong><em>Takashi (Tom) Nishiyama</em></strong></p>



<p><strong><em>Direttore esecutivo della Società&nbsp; per la conservazione culturale del Bonsai e Suiseki.</em></strong></p>



<p><strong>(</strong>traduzione di Vito Di Venere)</p>



<p class="has-text-align-justify"><strong>Vi invitiamo a sostenere&nbsp; il movimento per la registrazione&nbsp; del bonsai e suiseki&nbsp; quale&nbsp;</strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>&nbsp;Patrimonio &nbsp; Culturale Intangibile dell’UNESCO </strong><br>(Traduzione Vito Di Venere)<strong>&nbsp;</strong></p>



<p class="has-text-align-justify">Sin dai tempi antichi, i Giapponesi&nbsp; hanno apprezzato&nbsp; il cambiamento&nbsp; delle quattro stagioni, e vissuto insieme&nbsp; con la natura&nbsp; che essi amano e conservano. Le culture del&nbsp; bonsai e del suiseki&nbsp; nacquero dal timore&nbsp; spirituale&nbsp; e rispetto&nbsp; per la natura.</p>



<p class="has-text-align-justify">Dalla tarda epoca&nbsp; Heian,&nbsp; il bonsai ed il suiseki&nbsp; iniziarono&nbsp; a trasferirsi&nbsp; dal loro&nbsp; stile originale Cinese ad&nbsp; un carattere nazionale più Giapponese, che sbocciò&nbsp; con&nbsp; la cultura Higashiyama&nbsp; dell’epoca Muromachi. </p>



<p class="has-text-align-justify">I monaci buddisti, i letterati, i cultori della pratica del tè, gli aristocratici ed i guerrieri&nbsp; come tutti scoprirono&nbsp; l’estetica&nbsp; del&nbsp; <em>wabi/sabi </em>&nbsp; e del&nbsp;<em> mono no aware&nbsp;</em> negli alberi&nbsp; e nelle erbe&nbsp; del campo, e nelle pietre&nbsp; che essi incontravano ai margini delle strade.</p>



<p class="has-text-align-justify">Evolvendo&nbsp; attraverso l’epoca Edo&nbsp; fino ad oggi&nbsp; nel corso di un migliaio di anni, lo spirito Giapponese&nbsp;e le attitudini culturali&nbsp; verso la natura hanno dato origine&nbsp; al bonsai ed al suiseki&nbsp; per come ora li conosciamo. </p>



<p class="has-text-align-justify">Queste arti&nbsp; rappresentano entrambe&nbsp; la natura e la meraviglia , come afferrate dall’animo umano. Esse sono&nbsp; una parte delle culture tradizionali&nbsp; Giapponesi&nbsp; di cui dovremmo essere orgogliosi, dal momento che esse aspirano ad una ideale&nbsp; bellezza ed allusione dello scenario naturale.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-justify">Il numero&nbsp; degli entusiasti del bonsai e del suiseki&nbsp; sta crescendo&nbsp; in tutto il mondo. Tuttavia, negli anni recenti la società invecchiata Giapponese&nbsp; e lo&nbsp; spostamento&nbsp; verso un più globale senso dei valori&nbsp; stanno evolvendo in una graduale perdita&nbsp; dell’autentica cultura tradizionale che dovremmo &nbsp; puntare&nbsp; a preservare&nbsp; per le future generazioni.</p>



<p class="has-text-align-justify">Quale soluzione, abbiamo proposto di registrare&nbsp; il bonsai ed il suiseki&nbsp; con l’UNESCO quale “Intangibile Patrimonio Culturale”, e stiamo entusiasticamente facendo campagna&nbsp; verso la meta. Il&nbsp; movimento&nbsp; del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO si batte&nbsp; per salvare, preservare, e trasmettere&nbsp; i tesori del genere umano.&nbsp; Nell’intento&nbsp; di proteggere le culture&nbsp; del bonsai e del suiseki, nel gennaio 2016 , &nbsp;fu&nbsp; fondata “La Società per la conservazione culturale&nbsp; del bonsai e del suiseki”. Le sei organizzazioni che costituiscono&nbsp; questa struttura aspirano ad iscrivere il bonsai ed il suiseki&nbsp; quale Patrimonio Culturale Intangibile.</p>



<p class="has-text-align-justify"><strong>Verso la realizzazione&nbsp; di questo obiettivo, vi chiediamo di sostenere il nostro movimento .</strong></p>



<p class="has-text-align-justify"><strong>Il nostro obiettivo è di raccogliere 100.000&nbsp; firme&nbsp; da intorno al mondo.</strong></p>



<p><strong>Società&nbsp; per la Conservazione Culturale del Bonsai e del Suiseki</strong></p>



<p><strong>Soci delle Organizzazioni:</strong></p>



<p><strong>Associazione Nipponica Bonsai&nbsp; &#8211; Associazione Nipponica&nbsp; Suiseki&nbsp;</strong></p>



<p><strong>Associazione Giapponese&nbsp; Bonsai Shohin&nbsp; &#8211;&nbsp; Associazione Giapponese Satsuki</strong></p>



<p><strong>Associazione Giapponese&nbsp; Aiseki&nbsp; &#8211; Associazione Nipponica Bonsai&nbsp; Sakka Kyokai.</strong></p>



<p><strong>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Attuale raccolta&nbsp; firma&nbsp; : No. 32.546&nbsp; ad Ottobre 2020</strong></p>
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		<title>I Graniti della  Sila</title>
		<link>https://www.aias-suiseki.eu/2020/07/26/i-graniti-della-sila/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[AIAS staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jul 2020 14:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ARTICOLI]]></category>
		<category><![CDATA[calabria]]></category>
		<category><![CDATA[graniti]]></category>
		<category><![CDATA[parco della sila]]></category>
		<category><![CDATA[rocce]]></category>
		<category><![CDATA[unesco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rocce magmatiche &#8211; I graniti della Sila Per concludere la tipologia di rocce presente su questo pianeta, completo la presentazione...</p>
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<h4 class="wp-block-heading">Rocce magmatiche &#8211; I graniti della Sila</h4>



<p class="has-text-align-justify">Per concludere la tipologia di rocce presente su questo pianeta, completo la presentazione della mia terra, la Calabria, con la presenza in essa anche di rocce magmatiche, tra le più antiche al mondo.                                                              </p>



<p class="has-text-align-justify">La loro presenza in Calabria è in uno dei luoghi ancora incontaminati di questo pianeta e che qualcuno definì <strong><em>”il polmone del Mediterraneo”</em></strong>.</p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-1 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://www.aias-suiseki.eu/wp-content/uploads/2020/07/unnamed-1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="512" height="288" src="https://www.aias-suiseki.eu/wp-content/uploads/2020/07/unnamed-1.jpg" alt="" data-id="3354" data-full-url="https://www.aias-suiseki.eu/wp-content/uploads/2020/07/unnamed-1.jpg" data-link="https://www.aias-suiseki.eu/?attachment_id=3354" class="wp-image-3354" srcset="https://www.aias-suiseki.eu/wp-content/uploads/2020/07/unnamed-1.jpg 512w, https://www.aias-suiseki.eu/wp-content/uploads/2020/07/unnamed-1-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /></a></figure></li></ul></figure>



<p class="has-text-align-justify">Il viaggiatore tedesco Norman Douglas nel 1915, autore del diario di viaggio “<em>Old Calabria</em>” definì così la Sila <em>«&#8230;è un venerando altopiano granitico, che si ergeva qui quando gli orgogliosi Appennini sonnecchiavano ancora sul letto melmoso dell’oceano&#8230;»</em>.</p>



<p class="has-text-align-justify">Sotto il profilo geologico, il massiccio della Sila rappresenta un frammento di catena alpina cretacico-paleogenica che sovrasta le unità più interne della catena appenninica Paleozoico da circa 300 milioni di anni fa. </p>



<p class="has-text-align-justify">Questo altopiano appartiene all’Arco Calabro-Peloritano ed in esso &nbsp;è possibile riscontrare traccia di tre differenti orogenesi, a testimonianza dell’importante ruolo svolto dall’area, nel processo di costruzione della crosta continentale europea.</p>



<p class="has-text-align-justify">Nessun altro luogo al mondo ha lo stesso record geologico. Le strutture geologiche affioranti nell’area del Parco Nazionale della Sila sono il punto di comparsa di tre diverse orogenesi coincidenti nello stesso sito:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>falde dalla crosta continentale ercinica (orogenesi ercinica: 330-300 Ma)</li><li>falde dall’orogenesi eo-alpina e meso-alpina (orogenesi alpina: 100-40 Ma)</li><li>falde dal corso dell’orogenesi appenninica (orogenesi appenninica: 25-0 Ma)&nbsp;</li></ul>



<p class="has-text-align-justify">Questa straordinaria storia geologica ha fatto della Sila un luogo particolarmente ricco e significativo dal punto di vista dell’evoluzione di molte specie di importanza internazionale, e degli habitat cui esse sono legate. </p>



<p class="has-text-align-justify">In particolare, il suo ruolo di &#8216;rifugio&#8217; di specie durante le glaciazioni, dovuto all’isolamento geografico (specie che poi sono tornate a popolare altri territori settentrionali), ha fatto della Sila un importante &#8216;serbatoio di biodiversità&#8217; per aree molto più vaste e lontane. </p>



<p class="has-text-align-justify">L’aver ospitato processi micro e macro-climatici unici spiega come sia oggi un punto di riferimento nel Mediterraneo, e come qui si rinvengano tutt’oggi specie con altissima diversità genetica all’interno delle rispettive popolazioni locali.</p>



<div class="wp-block-group alignfull"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow"></div></div>



<h4 class="wp-block-heading">Origini, conformazione e rocce</h4>



<p class="has-text-align-justify">L&#8217;altopiano&nbsp;è formato da scaglie di basamento cristallino ercinico e da complessi filladici paleozoici che si alternano a coltri liguridi ed austroalpine. </p>



<p class="has-text-align-justify">Si riscontra la prevalenza di rocce di tipo intrusivo (granito, granodioriti, quarzodioriti), soprattutto in prossimità del lago Cecita. </p>



<p class="has-text-align-justify">Le rocce granitoidi appaiono spesso alterate, trasformate in sabbioni scarsamente cementati (arenizzati) e in alcune zone anche abbastanza fratturate. </p>



<p class="has-text-align-justify">La permeabilità varia molto in funzione dello stato di alterazione e di fratturazione, andando da mediamente bassa a molto alta nelle zone di maggiore degradazione. </p>



<p class="has-text-align-justify">In prossimità del lago Cecita, e lungo le incisioni vallive dei corsi d’acqua, sono riscontrabili depositi continentali più o meno recenti di tipo alluvionale (ghiaia, conglomerati e sabbie di origine fluviale), argille e prodotti di dilavamento derivati dall’alterazione e dal disfacimento delle rocce cristalline e metamorfiche e depositi di tipo lacustre (limi, argille, sabbie).<br></p>



<p class="has-text-align-justify">Le cime di alcuni monti, come Botte Donato (1.928 m) e Serra Stella (1.813 m), sono circondate da sedimenti morenici che testimoniano l’azione operata dai ghiacciai fino a circa 10.000 anni fa. </p>



<p class="has-text-align-justify">Il fianco orientale della Sila decresce regolarmente verso il bacino di Crotone, ed è a volte interessato da un complesso sistema di faglie probabilmente relazionato alla tettonica salina indotta dai diapiri di sale del Messiniano. </p>



<p class="has-text-align-justify">Il fianco meridionale della Sila è controllato dalla presenza di un sistema di faglie E-W che definisce la fossa di Catanzaro. </p>



<p class="has-text-align-justify">Verso ovest, il massiccio della Sila scende abbastanza regolarmente verso il bacino del Crati, orientato secondo una direttrice strutturale N-S. Quello&nbsp;del Crati è un bacino estensionale riempito da una successione sedimentaria che va dal Miocene al Pleistocene.</p>



<p>Alcune delle faglie all’interno e lungo i fianchi del massiccio della Sila testimoniano un’elevata sismicità dell’area. </p>



<p>La storia evolutiva del massiccio della Sila mostra un rapido raffreddamento delle rocce cristalline del basamento tra 35 e 15 milioni di anni fa, come effetto di una distensione crostale e di processi di erosione subaerea. </p>



<p>Il successivo sollevamento quaternario della Sila è testimoniato da gradinate di terrazzi fluviali e marini localizzati, rispettivamente, nella valle del Crati e lungo la costa ionica della Calabria. </p>



<p>Le velocità di sollevamento relative all’analisi di questi terrazzi sono comprese tra 1 e 0,4 mm/a.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Rilievi e valli</h4>



<p class="has-text-align-justify">I versanti della Sila sono caratterizzati da un paesaggio costituito da incisioni vallive profonde, strette e dai versanti molto ripidi, alternate a interfluvi ampi e rotondeggianti. </p>



<p class="has-text-align-justify">Tale paesaggio contrasta fortemente con quello della sommità del massiccio, che presenta una morfologia leggermente ondulata caratterizzata da modesti rilievi e valli ampie, svasate e poco incise. </p>



<p class="has-text-align-justify">Queste caratteristiche, tipiche di paesaggi sviluppatisi in prossimità del livello del mare e in condizioni di stabilità del livello di base, contrastano con la quota a cui si trova attualmente la sommità del massiccio silano. </p>



<p class="has-text-align-justify">La morfologia è stata interpretata come eredità di un antico paesaggio (paesaggio relitto o paleo-paesaggio) formatosi prima del tardo Pleistocene inferiore, ossia prima dell’aumento del tasso di sollevamento che caratterizza il Pleistocene medio e superiore. </p>



<p class="has-text-align-justify">Infatti, i fiumi stanno incidendo profondamente i versanti del massiccio silano proprio in risposta a questo sollevamento recente, ma nella loro azione erosiva regressiva non hanno ancora raggiunto il paesaggio relitto.</p>



<p class="has-text-align-justify">Il Parco Nazionale della Sila si estende in tre Province (Catanzaro, Cosenza e Crotone) e 71 Comuni. Il territorio comprende il vasto altopiano omonimo, che possiede paesaggi molto variegati con morene glaciali, laghi e sorgenti. </p>



<p class="has-text-align-justify">Grazie alle sue caratteristiche morfologiche e geografiche, la Riserva della Sila ospita una grande varietà di ambienti naturali con differenti microclimi, che assicurano una biodiversità molto importante in tutta la regione biogeografica del Mediterraneo e ricca di specie endemiche rare.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="800" height="444" src="https://www.aias-suiseki.eu/wp-content/uploads/2020/07/parco-della-sila.jpg" alt="" class="wp-image-3356" srcset="https://www.aias-suiseki.eu/wp-content/uploads/2020/07/parco-della-sila.jpg 800w, https://www.aias-suiseki.eu/wp-content/uploads/2020/07/parco-della-sila-300x167.jpg 300w, https://www.aias-suiseki.eu/wp-content/uploads/2020/07/parco-della-sila-768x426.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure></div>



<p>Nonostante le interazioni centenarie tra gli uomini e la natura, il paesaggio ha mantenuto un rapporto armonioso. </p>



<p>Sono 385 mila circa gli abitanti, dediti soprattutto all’agricoltura, alla silvicoltura e all’allevamento (viene ancora praticata la transumanza del bestiame, ossia la migrazione stagionale di animali dalle montagne alle pianure costiere in inverno e viceversa).</p>



<p>Inoltre, è stata riconosciuto dall’Unesco come &nbsp;“Riserva della Biosfera”&nbsp;(è possibile consultare il<a href="http://www.unesco.org/new/en/natural-sciences/environment/ecological-sciences/biosphere-reserves/europe-north-america/italy/sila/"> </a>sito del Programma UNESCO<a href="https://en.unesco.org/biosphere/eu-na/sila"> &#8220;Man and Biosphere&#8221;)</a>.</p>



<p>&nbsp;Il Parco Nazionale della Sila è visitato ogni anno da molti turisti e 10 sono i musei all’attivo ed aperti tutto l’anno.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Ritrovamento della Pietra</strong></h4>



<p class="has-text-align-justify">In uno di questo comuni posseggo una piccola villetta situata dinnanzi ad uno di questi laghi, l’Ampollino. </p>



<p class="has-text-align-justify">In una delle solite passeggiate quotidiane, sempre operosi ed attenti nella ricerca, uno dei due miei figli, il minore sapendo della mia passione per quest’arte, mi portò correndo una pietra ed esclamando: “ Una Madonna papà”.</p>



<p class="has-text-align-justify"> Allora, aveva sei anni e non i 14 di oggi, ma la sua ricerca continua, magari maggiormente distratta dalle attività adolescenziali, ma continua……!</p>



<figure class="wp-block-gallery aligncenter columns-1 is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://www.aias-suiseki.eu/wp-content/uploads/2020/07/IMG_20200704_081226-2-scaled.jpg"><img decoding="async" width="815" height="1024" src="https://www.aias-suiseki.eu/wp-content/uploads/2020/07/IMG_20200704_081226-2-815x1024.jpg" alt="" data-id="3359" data-full-url="https://www.aias-suiseki.eu/wp-content/uploads/2020/07/IMG_20200704_081226-2-scaled.jpg" data-link="https://www.aias-suiseki.eu/?attachment_id=3359" class="wp-image-3359" srcset="https://www.aias-suiseki.eu/wp-content/uploads/2020/07/IMG_20200704_081226-2-815x1024.jpg 815w, https://www.aias-suiseki.eu/wp-content/uploads/2020/07/IMG_20200704_081226-2-239x300.jpg 239w, https://www.aias-suiseki.eu/wp-content/uploads/2020/07/IMG_20200704_081226-2-768x965.jpg 768w, https://www.aias-suiseki.eu/wp-content/uploads/2020/07/IMG_20200704_081226-2-1222x1536.jpg 1222w, https://www.aias-suiseki.eu/wp-content/uploads/2020/07/IMG_20200704_081226-2-1630x2048.jpg 1630w, https://www.aias-suiseki.eu/wp-content/uploads/2020/07/IMG_20200704_081226-2-scaled.jpg 2037w" sizes="(max-width: 815px) 100vw, 815px" /></a></figure></li></ul><figcaption class="blocks-gallery-caption"><strong><span class="has-inline-color has-cyan-bluish-gray-color">Luogo di ritrovamento Calabria Lago Ampollino dimensioni 13 &#8211; 9- 31 (h) cm</span></strong></figcaption></figure>



<p class="has-text-align-justify">Quando l’ebbi fra le mani evocai una figura, ma per non distruggere l’entusiasmo di un bambino confermai la sua versione che fosse la Madonna. </p>



<p class="has-text-align-justify">Ancora oggi &nbsp;continua ad essere la stessa versione, ma stavolta per non cancellare un ricordo vivo e nostalgico che mi porto dei mie figli, ovunque sia.</p>



<p class="has-text-align-justify">Essa fa bella figura nel bagno signorile di casa, in cui il suo rosso si intona perfettamente alle mattonelle in stile romanico di travertino e granito, con la certezza di&nbsp; proteggere e benedire&nbsp; chiunque pratichi quest’arte&nbsp; e veda anche in un sasso un’origine spirituale e benevola.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Caratteristiche della pietra | Porfido granitico</strong></h5>



<p><strong>Tipo</strong>: <em>roccia magmatica ipoabissale</em><br><strong>Chimismo</strong>: <em>rocce persiliciche (silice &gt; 65%)</em><br><strong>Ambiente di formazione</strong>:<em> rocce ipoabissali (media pressione e media temperatura)</em><br><strong>Aspetto</strong>: <em>colore chiaro, grigio, roseo, spesso rosso. Struttura da massiccia a zonata con frequenti cavità (miaroli).&nbsp;</em></p>



<p>I porfidi sono rocce magmatiche effusive con chimismo sialico. Sono caratterizzati da quarzo, feldspato, biotite e plagioclasio; hanno struttura e tessitura porfirica con grossi fenocristalli di quarzo e di feldspato immersi in una pasta di fondo microcristallina o vetrosa. </p>



<p>Derivano da grandi colate ed esplosioni di vulcani di tipo fissurale. Vengono utilizzati come materiali da costruzione e come pavimentazioni stradali.</p>



<p class="has-text-align-right"><em>Aldo Marchese © RIPRODUZIONE RISERVATA</em></p>
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