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	<title>prefazione Archivi - AIAS</title>
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	<description>ASSOCIAZIONE ITALIANA AMATORI SUISEKI</description>
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	<title>prefazione Archivi - AIAS</title>
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		<title>&#8220;Yuraiseki&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Jesùs Quintas]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2020 19:53:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[YURAISEKI]]></category>
		<category><![CDATA[prefazione]]></category>
		<category><![CDATA[quintas]]></category>
		<category><![CDATA[yuraiseki]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>PREFAZIONE ALLA SERIE &#124; Nella maggior parte delle attività artistiche che producono oggetti tangibili durevoli, l&#8217;antichità provata o stimata è...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aias-suiseki.eu/2020/06/12/yuraiseki/">&#8220;Yuraiseki&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.aias-suiseki.eu">AIAS</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-justify"><strong>PREFAZIONE ALLA SERIE</strong> | Nella maggior parte delle attività artistiche che producono oggetti tangibili durevoli, l&#8217;antichità provata o stimata è molto apprezzata, economicamente e culturalmente. Il suiseki non fa eccezione a questa considerazione; inoltre<strong> il suiseki valorizza l&#8217;antichità</strong> in due modi: l&#8217;età del suiseki come oggetto d&#8217;arte (che differisce dall&#8217;età geologica del materiale) e la connessione del suiseki ad un determinato periodo storico, eventi e personalità rilevanti. Tali suiseki di fama con una lunga traccia storica sono classificati come <strong>Yuraiseki</strong>. </p>



<p class="has-text-align-justify">L&#8217;attenzione agli <em>yuraiseki</em> è particolarmente utile per percepire e comprendere l&#8217;evoluzione della pratica artistica e per differenziare quegli aspetti che hanno ricevuto un costante rispetto da quelli che sono stati modulati, modificati o respinti in uno o più periodi.<br>Al fine di stabilire una linea di frontiera chiara e obiettiva, propongo di considerare come tale, la data di pubblicazione di <strong><em>Bonsan Higon (1772)</em></strong>, che è considerato il <strong>primo libro</strong> che tratta della preparazione e della visualizzazione di quello che allora veniva chiamato <strong><em>bonseki</em></strong>, tra gli altri nomi [Wil in Japan (2017) e MARUSHIMA (2002)].</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>Questa serie ha lo scopo di descrivere e commentare brevemente alcuni yuraiseki e il loro contesto storico e culturale, considerando prima quelli menzionati in Bonsan Higon, e poi altre pietre omesse in esso ma che sono state segnalate come &#8220;in uso&#8221; prima del 1772.</em></p></blockquote>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il significato di &#8220;Bonsan Higon&#8221;</strong></h2>



<p class="has-text-align-justify">Secondo <strong><em>Wil in Japan</em></strong> <em>(2017-II, p. 4)</em> e <strong>MARUSHIMA</strong> <em>(2002, p. 167)</em>, <em>Bonsan Higon</em> fu pubblicato nel 1772; è tradotto da <em>Wil in Japan</em> come <strong>&#8220;Trasmissioni segrete su Bonsan&#8221;</strong>. Non è chiaro per me se questo libro di due volumi contenga disegni o meno, ma non ho prove di alcun disegno di <em>yuraiseki</em> assegnato a questo libro. <em>Wil in Japan</em> (op. Cit. P. 5) fa riferimento ad un altro libro <em><strong>&#8220;Unkon shi&#8221; </strong>(&#8220;Manuale di pietra&#8221;)</em> scritto da <em>Kinouchi Sekitei</em> e pubblicato nel 1773 come <strong>il primo catalogo di pietre del Giappone</strong>. Almeno su base provvisoria e per effetti pratici, immagino che nessuno <em>yuraiseki</em> considerato in questa serie sia rappresentato graficamente in questi due libri. <br>Questo è un avvertimento rilevante, perché è normale che diverse pietre abbiano ricevuto lo stesso nome nel tempo; quindi alcune allusioni assegnate ad uno dei yuraiseki considerati, potrebbero essere errate e in realtà si riferirebbero a un&#8217;altra pietra, attualmente perduta.<br></p>



<p class="has-text-align-justify">Questi libri possono essere usati per determinare il <strong>momento della creazione definitiva</strong> e determinata di un&#8217;attuale cultura giapponese di osservazione delle pietre. Da quel momento in poi, ci saranno quasi esclusivamente pietre giapponesi utilizzate e la pratica espositiva sarà ispirata da altri campi della cultura giapponese. È vero che la cultura giapponese è stata influenzata dalla Cina, ma si è gradualmente <strong>evoluta in un innegabile insieme differenziato di manifestazioni e criteri</strong>. <br>Questa tendenza era iniziata circa 100 anni prima, a causa delle politiche di isolamento o isolamento applicate in modo indipendente ma piuttosto simultaneamente da Cina e Giappone e dall&#8217;aumento in Giappone di un forte sentimento nazionalista in cui l&#8217;obiettivo di rivitalizzare e/o creare un &#8220;vero&#8221; giapponese la cultura era altamente classificata.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Yuraiseki menzionati in Bonsan Higon</strong></h2>



<p>MARUSHIMA <em>(p. 167)</em> riferisce che <em>Bonsan Higon</em> menziona le seguenti 10 pietre sono state ammirate come capolavori di <em>bonsan/bonseki</em> (entrambi i termini sono stati usati indistintamente per ciò che ora chiamiamo suiseki):<br>&#8211; <strong><em>Yume no Ukihashi</em></strong> &#8211;<strong><em> Sue no Matsuyama </em></strong>&#8211; <strong><em>Rozan</em></strong> &#8211; Zansetsu &#8211; Hatsuhasi &#8211; <em>Asamayama &#8211; Banri Kozan &#8211; Kyusen &#8211; Hakkai &#8211; Hiryu</em>.</p>



<p class="has-text-align-justify">Per quanto riguarda le prime tre pietre (in grassetto) ho trovato informazioni per rintracciare la loro storia e connessioni; per i seguenti due  ho trovato alcuni dettagli, a condizione che si riferiscano effettivamente a loro; i restanti cinque (in corsivo) sembrano per il momento essere persi.</p>



<p class="has-text-align-justify">A proposito delle pietre meglio documentate nell&#8217;elenco, sembra rilevante notare alcuni aspetti di coincidenza tra loro:<br>&#8211; tutti e tre sono considerati di <strong>origine cinese</strong>: <strong>Monte Jiang Nin</strong> (<em>Yumeno ukihashi</em>), <strong>Tempio Jingshansi</strong>, <strong>Zhejiang </strong>(<em>Sue no Matsuyama</em>) e <strong>Tempio Wanfu, Mont Huangbo, Fujian </strong><em>(Rozan)</em>;<br>&#8211; tutti e tre <strong>si discostano dalla tipologia d&#8217;archetipico</strong> o di grandi dimensioni con buche, simili a rocce da giardino cinesi; invece sono di <strong>medie dimensioni </strong>(circa 30 cm) e guardano quelli presenti nella sala di studio dello studioso e presentano <strong>forme piuttosto simili all&#8217;attuale suiseki</strong>;<br>&#8211; tutti e tre sono collegati a poesie classiche o termini poetici e sono nominati secondo loro.</p>



<p class="has-text-align-justify">Questi aspetti indicano che queste pietre erano già considerate in Cina come oggetti preziosi, sia per il commercio che per il presente.<br>Si può anche notare che <strong>Yumeno ukihashi</strong> e <strong>Sue no Matsuyama</strong> sono esposti su <strong>vassoi di metallo</strong>. </p>



<p class="has-text-align-justify">Per quanto riguarda <strong>Rozan</strong>, sebbene sia mostrata su un daiza, immagino che tale <em>daiza</em> non sia anteriore alla fine del XVIII secolo e che in precedenza fosse esposta su un panno o un vassoio. È vero che la sala studio dello studioso conteneva oggetti di valore collocati su supporti in legno realizzati su misura o montati, mentre il daiza giapponese mostra una graduale differenziazione nello stile e nel design, che può essere fatta risalire alla fine del XVIII ai primi del XIX, e il suo uso è aumentato da allora  e fino ai giorni nostri.<br>Pertanto, la data di pubblicazione di <em>Bonsan Higon</em> aiuta a stabilire una <strong>divisione temporale precisa</strong>, imparziale e corretta per lo studio storico del suiseki e per qualificare un suiseki come <em>yuraiseki</em>. Va tenuto presente che l&#8217;età e la connotazione storica non sono sufficienti per qualificare una pietra come <em>yuraiseki</em>; deve essere prima di tutto un <strong>bellissimo ed unico suiseki</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Yuraiseki fuori da Bonsan Higon</strong></h2>



<p class="has-text-align-justify">Quelle dieci pietre menzionate in <em>Bonsan Higon</em> sono un buon punto di partenza per stabilire un elenco di <em>yuraiseki</em>, ma il semplice fatto che una pietra non sia inclusa in tale elenco non dovrebbe implicare (e non) escludere un suiseki come yuraiseki.<br>Ad esempio, <em>Wil in Japan</em> (I: p. 8/9 e II: p. 4) si riferisce ad alcune pietre detenute da <strong>Kobori Enshu </strong>(1579/1647):</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Hatsukari</strong> (First Goose)</li><li><strong>Rafuzan</strong> (Monte Luofu)</li></ul>



<p class="has-text-align-justify">Altri yuraiseki che sono stato in grado di individuare sono:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Koharu Fuji </strong>(Little Spring Fuji) (<em>Wil in Japan</em>, II: p. 4)</li><li><strong>Kurokami yama</strong> (Montagna dei capelli neri) (MATSUURA, p. 185)</li><li><strong>Kamakura</strong> (JSE-3, p. 6-7)</li></ul>



<p class="has-text-align-justify">Questa serie tenterà di discutere le caratteristiche e la connotazione di quante più pietre possibile, nella speranza che possa essere illustrativa e utile per gli amanti dei suiseki.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Bonsan Higon e il dibattito &#8220;naturale&#8221;</strong></h2>



<p class="has-text-align-justify">I libri letti o consultati sulle rocce di studiosi cinesi (al coperto) non fanno riferimento a questa domanda. Tuttavia, gli scritti classici sulle rocce di <em>Taihu</em> (quelli più favoriti per l&#8217;uso nei giardini cinesi) affermano che sono stati saggiamente scolpiti per migliorare la loro bellezza e quindi immersi nel lago per anni o decenni, appesi e legati con corde nelle acque del lago.<br>Nei suoi commenti su <em>Bonsan Higon</em>, <em>Wil in Japan</em> (II: p. 4-5) discute in dettaglio questo punto e riferisce che esprime che:<br><em>&#8211; Le pietre a forma di Monte Fuji sono considerate le migliori.<br>&#8211; Le pietre dovrebbero idealmente essere naturali e che le pietre modificate sono considerate &#8220;morte&#8221;.<br></em>Stabilisce inoltre le dimensioni che le pietre dovrebbero avere, secondo MATSUURA (p. 176): 15/21 (W), 9/12 (H) cm.</p>



<p class="has-text-align-justify"><em>Wil in Japan</em> indica <em>&#8220;questa è una delle prime menzioni note nella letteratura giapponese che afferma esplicitamente che il bonseki dovrebbe essere naturale&#8221;</em>. Tuttavia, vale la pena osservare che, dopo l&#8217;esame, alcune delle pietre famose registrate dimostrano di essere state lavorate e anche al di fuori degli intervalli dimensionali dichiarati.<br>Dall&#8217;altro lato, le pietre <strong>Koharu Fuji </strong>(Piccola sorgente Fuji) e <strong>Rafuzan</strong> (Monte Luofu), illustrate anche da <em>Wil in Japan</em> (II: p. 4 e I: p. 9) non corrispondono esattamente alla forma ben nota di <em>Fuji-San</em>.</p>



<p class="has-text-align-justify">A questo punto, oso dire che queste espressioni sono più linee guida verbalizzate in uno stile pomposo che indicazioni rigorose e obbligatorie, come è stato difeso in epoche successive. Inoltre, penso che l&#8217;obiettivo da raggiungere sia che la pietra e il display abbiano il potere di suggerire una scena legata alla natura. In particolare, la pietra deve &#8220;<strong>sembrare naturale</strong>&#8221; per quanto riguarda la sensazione emanata dallo spettatore e in questa misura non è affatto rilevante che sia &#8220;apparentemente non lavorata&#8221; sotto un attento controllo tecnico e dettagliato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Commenti ed opinioni personali</strong></h2>



<p class="has-text-align-justify">Come noterete nell&#8217;ultimo paragrafo, inserirò alcune opinioni personali in merito. Tuttavia, proverò a mantenere una modalità espositiva generale con spiegazioni aggiuntive, che possono aiutare a migliorare la comprensione. Naturalmente, entrambi avranno un <em>pregiudizio soggettivo</em> che spero potrete scusare.</p>



<p><strong>RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI</strong></p>



<p>A. <strong>GENERALE</strong> <em>(per la serie)</em><br>Le informazioni riferite ai dettagli <em>yuraiseki</em> e alla <strong>tradizione</strong> riportata sono state principalmente raccolte:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>JSE</strong> (anno): <strong>cataloghi della mostra giapponese Suiseki</strong>, Tokyo Metropolitan Art Museum e Nippon Suiseki Association, Inc., URL <a href="http://www.suiseki.assn.gr-jp">http://www.suiseki.assn.gr-jp</a></li><li><strong><em>Wil in Japan</em></strong>: <strong>The Nature of Suiseki in Japan</strong>, di <em>Wil in Japan</em>, pubblicato in California Aiseki Kai Newsletter, Volume 35, (I): numero 6 (pagine 4-9); e (II) numero 7 (pagine da 4 a 10), giugno 2017 e luglio 2017, <a href="http://www.aisekikai.com">http://www.aisekikai.com</a></li><li><strong>MARUSHIMA</strong>: <strong>History of Japanese Suiseki</strong>, di Hideo Marushima, pubblicato in Proceedings of the International Scholarly Symposium on Bonsai and Viewing Stones, National Bonsai Foundation, Washington DC, 2002, (pagine 157-177), stampato 2005 ISBN: 0-9074392- 4-5.</li><li><strong>MATSUURA</strong>: <strong>History of Japanese Suiseki</strong>, di Arishige Matsuura, pubblicato in Proceedings of the International Scholarly Symposium on Bonsai and Viewing Stones, National Bonsai Foundation, Washington DC, 2002, (pagine 179-206), stampato 2005 ISBN: 0-9074392- 4-5.</li><li><strong>ONUKI</strong>: <strong>Suiseki</strong>, di Onuki Chuzo, pubblicato da Kyuryudo Co. Ltd., Tokyo (Giappone), 1967. [<em>Questo libro è stato pubblicato più di 50 anni fa, quindi è difficile da ottenere, ma sembra aver ispirato alcuni delle informazioni contenute in opere successive come quelle sopra indicate</em>]</li></ul>



<p class="has-text-align-justify"><em>Nei prossimi capitoli di questa serie verrà dichiarata solo la bibliografia aggiuntiva utilizzata in quel capitolo.</em></p>



<p>B. <strong>SPECIFICO</strong> <em>(per questo capitolo)</em></p>



<p class="has-text-align-justify"><em>Nessuna bibliografia specifica. Informazioni sulla connotazione storica, culturale e sociale sono state ottenute da fonti di uso generale.</em></p>



<p><strong>RINGRAZIAMENTI</strong></p>



<p class="has-text-align-justify">Mi sento in dovere di riconoscere prima il sostegno e l&#8217;aiuto ricevuto dalla mia famiglia. In secondo luogo, alla mia <strong>amica</strong> e <strong>allenatrice</strong> per circa 30 anni, <strong>Luciana Queirolo</strong>, che mi ha incoraggiato ad andare avanti con questo ed altri progetti. Ed ultimo, ma non meno importante, a <strong>Wil</strong> per la sua disposizione ottimale a ricevere e rispondere alle mie frequenti richieste di ulteriori informazioni e chiarimenti sui miei molti dubbi e incomprensioni con pazienza gentile e non premiata, insieme ad inestimabili insegnamenti &#8220;nascosti&#8221;.</p>



<p class="has-text-align-right"><em><a href="https://www.aias-suiseki.eu/2020/06/02/jesus-quintas/">Jesùs Quintas</a> </em>| Giugno 2020 <em>© RIPRODUZIONE RISERVATA</em></p>
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