Cronanche Giapponesi – 2° parte

Cronanche Giapponesi – 2° parte

Foto, Testo e Video di Ettore Gardini

Visita a Morimae

La giornata dal sensei Morimae prosegue con il pranzo. A dire il vero, dopo aver bevuto il the verde e svariati dolcetti, non ci aspettavamo anche il pranzo, pizza, ordinata con la consapevolezza di farci piacere e di onorare il nostro paese. La meraviglia per questo premuroso e inatteso riguardo, hanno lasciato spazio dopo l’assaggio al piacere, veramente molto buona! Ma le sorprese non erano ancora finite.

Dopo aver pranzato ci aspettavamo il commiato, invece il sensei si è fatto portare un blocco di carta da disegno e indicandoci il tokonoma alle sue spalle, ci ha illustrato la disposizione degli elementi che lo componevano. Alla sinistra nel tokonoma un pruno fiorito, al centro un kakejiku con una scritta e a destra un suiseki che rappresentava una montagna dai lineamenti morbidi, non troppo grande né imponente, adatta alla scena della composizione.

Il sensei Morimae ha spiegato che il suiseki non deve essere troppo invadente né con troppe cime, perché ciò disturberebbe l’insieme, non armonizzandosi con la disposizione degli altri elementi. Il suiseki deve infatti essere posto in alto in maniera che la sua vista evochi la lontananza nei confronti del pruno.

La discussione è proseguita con il sensei che ha disegnato un altro pruno ma questa volta in stile battuto dal vento. Qui l’ideale come suiseki di accompagnamento può essere un vassoio contenente una pietra lago. In questo modo i fiori cadranno e daranno la sensazione di scendere sulle rive o sul lago stesso. Il kakejiku avrà un disegno di luna di grandi dimensioni, che apparirà vicina all’osservatore. Questo particolare è facilmente riscontrabile in molti dipinti giapponesi.

Nel disegno successivo ha rappresentato un pino nello stile cascata posto su un tavolino alto. In questo caso il suiseki d’accompagnamento sarà più grande ed imponente con cime che simuleranno l’ambiente e le pareti montane su cui il pino vive. Il kakejiku avrà disegnato una luna di piccole dimensioni che, questa volta, ci donerà invece il senso della profondità.

Nel caso di un kakejiku con la presenza di uccelli di grandi dimensioni, si dovrebbe ottenere un buon risultato, mentre un disegno con volo di piccoli uccelli si armonizzerà più facilmente con l’esposizione in tokonoma. Analogamente l’esposizione con un vassoio, se di forma quadrangolare sarà troppo imponente, mentre se di forma ovale si armonizzerà molto meglio nella composizione. Infatti, la forma e la grandezza del kakejiku influenzano molto la scena che vogliamo mostrare, pertanto dobbiamo stare attenti a questa regola soprattutto in base a ciò che vogliamo rappresentare.

Quanto detto finora vale per creare lontananza o vicinanza rispetto al soggetto rappresentato.  Anche la lunghezza del kakejiku è un elemento da non sottovalutare: il disegno di un grande uccello in un piccolo kakejiku si armonizzerà meglio di un grande uccello dipinto in un lungo kakejiku.

Sensei Morimae ha poi aggiunto che, come suiseki di accompagnamento al pruno, andrebbe bene anche una figura umana che rappresenti Tenjin, e qui, per spiegarne il motivo, ha approfondito la storia leggenda dello stesso.

Tenjin nasce a Kioto con il nome di Sugawara no Michizane nel 845, in pieno periodo Heian (periodo che va dal 794 al 1185). Nel 870 fu poeta e calligrafo della corte Imperiale, nel 899 venne nominato ministro della destra (in quel periodo l’imperatore nominava due ministri, uno di destra ed uno di sinistra).

Fu vittima del clan Fujiwara (ministro di sinistra) che per una calunnia lo costrinse a partire in esilio. Durante il suo allontanamento scrisse nel mese di febbraio una poesia intitolata “Nioi okose yo”, cioè “Diffondi il tuo profumo”. La poesia recita

“東風吹かば にほひをこせよ 梅の花主なしとて 春を忘るな”

che in Italiano può essere tradotto come:

” Quando soffia il vento dell’est mandatemi il vostro profumo, fiori di pruno, non dimenticare che è primavera solo perché non hai padrone “.

La leggenda prosegue raccontando che il susino, affezionato al suo padrone, si sradicò dal terreno e di notte si trasferì accanto a lui. Da quel momento è ricordato come il “pruno volante”.

In quel periodo Sugawara scoprì poi un complotto ai danni dell’Imperatore. Il suo spirito vendicativo lo trasformò nel Dio del tuono ed uccise un sicario inviatogli da Fujiwara. Michizane morì dopo due anni e il Giappone fu sommerso da inondazioni e calamità naturali per più di una settimana. Per placare il suo spirito violento, il suo nome venne rivalutato, restaurato e divinizzato in Tenjin e successivamente divenne Dio dello studio e dell’apprendimento trasformandosi in un Dio benevolo. Tutt’ora i templi a lui dedicati sono pieni di pruni a fioritura precoce.

Questa storia ci fa comprendere come sia opportuno offrire, nelle case Giapponesi, composizioni con fiori di pruno nei tokonoma nel periodo di febbraio. il suiseki verrà esposto con kakejiku che rappresentino il pruno o i fiori dello stesso; ideale sullo sfondo una luna.

A mio avviso durante le mostre in Giappone, la stagionalità delle esposizioni non assume la stessa importanza che può avere invece nel tokonoma casalingo, nonostante risulti comunque apprezzata dai visitatori. Non ci sono vincoli quindi nel mostrare cascate e altre pietre prettamente estive, anche nelle esposizioni durante il periodo invernale.

Per quanto riguarda la ripetizione del soggetto, cioè suiseki che rappresentano paesaggi montani e kakejiku con cime, è importante che le montagne non siano molto marcate mentre sono ben accette cime molto sfumate o in lontananza. Si pone molta attenzione invece sulla delicatezza della composizione e come citato nell’ articolo all’armonia delle misure degli oggetti che formano il tokonoma, poiché tutto serve a creare un’atmosfera sottile di piacere.

Di seguito il video di questa seconda e ultima parte dell’incontro con il Sensei Morimae.

AIAS Staff (Francesco Lo Piccolo) riproduzione riservata

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